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Impianti nucleari sostenibili? In nessun caso!

Dal 16 al 27 aprile 2001 prossimi la Commissione ONU per lo sviluppo sostenibile (CSD) si riunirà a New York. Uno dei temi in agenda per questa nona sessione (d'ora in poi CSD 9) sarà l'energia e la sua sostenibilità. La CSD è stata istituita per monitorare l'applicazione delle risoluzioni della Conferenza sulla Terra di Rio de Janeiro del 1992. I paesi riferiscono alla Commissione i progressi fatti e la Commissione consiglia l'ONU e i suoi stati membri su come raggiungere un progresso sostenibile nel ventunesimo secolo.

Un futuro sostenibile non include ovviamente l'energia nucleare. Il nucleare quale fonte di elettricità è ancora associato a enormi problemi di rifiuti radioattivi, a rischi per la sicurezza e al rischio di una ulteriore proliferazione delle armi nucleari. Tuttavia, sembra che sia necessario ricordarlo alla CSD con forza. Durante la sessione precedente, si era parlato degli impianti nucleari come inevitabile componente del pacchetto energetico di vari paesi. La CSD aveva ammesso che restano da risolvere alcuni problemi minori, ma, a parte questo, non era sembrata considerare il nucleare un tema controverso. In febbraio, il gruppo di esperti per l'energia della CSD si sono riuniti per preparare la CSD9. Gli esperti hanno elaborato una bozza del rapporto in cui si adotta una posizione piuttosto favorevole al nucleare.

Ora, se una istituzione così autorevole come la CSD continua a rifiutare di considerare il nucleare come energia NON sostenibile, la lobby del nucleare farà di questo la sua carta vincente. Negli ultimi tempi questa lobby ha fatto di tutto per presentare l'energia nucleare come sostenibile e persino come strumento per combattere il cambiamento climatico.

WISE Amsterdam, in collaborazione con Helio International, Earthday Network e il Nuclear Information and Resource Service (NIRS) hanno quindi lanciato una petizione per sollecitare la CSD a non considerare il nucleare come una fonte sostenibile di energia, e di operare invece nello spirito della Dichiarazione di Rio verso un futuro sostenibile.

Contattate: wiseamster@antenna.nl

Petizione contro il sostegno alle tecnologie nucleari


AL PRESIDENTE E AGLI STATI MEMBRI DELLA COMMISSIONE ONU PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Gentili Signori e Signore,

Noi, le ONG firmatarie, attive nelle questioni che riguardano l'ambiente, lo sviluppo, il disarmo e i diritti umani, esprimiamo il nostro più profondo rammarico e la nostra più grande preoccupazione per il fatto che l'energia nucleare sia stata inclusa nella bozza dell'agenda della nona sessione della Commissione ONU per lo sviluppo sostenibile (CSD), e per il fatto che gli atti della CSD possono dare un nuovo impulso a questa tecnologia pericolosa e non sostenibile.

Noi consideriamo che ogni approccio che appaia convalidare l'energia nucleare vada contro lo spirito dell'Agenda 21 ed il mandato della CSD. Inoltre, essa è in antitesi con gli interessi dei paesi in via di sviluppo che richiedono sistemi di energia sostenibili, in gran parte decentralizzati e a basso costo, adattati ai loro bisogni e alla disponibilità di capitali, forza lavoro e risorse naturali. Il nucleare non sarà in grado di rispondere a questi requisiti.

Il nucleare non è una fonte di energia pulita, sicura o sostenibile. In tutto il mondo l'energia nucleare è stata afflitta da costi elevati, risultati ambigui, problemi tecnici endemici, dal rischio di incidenti catastrofici e di problemi ecologici, quali il rilascio continuo di radiazioni, la gestione dei rifiuti radioattivi e l'alto costo di smantellamento degli impianti.

Tuttavia, i venditori del nucleare, incalzati dalla pressione finanziaria, stanno guardando al mondo in via di sviluppo come l'ultima salvezza per piazzare i loro prodotti e stanno intensificando i loro sforzi lobbistici nelle varie conferenze delle Nazioni Unite, includendo i negoziati sul Cambiamento climatico e la CDS.

Nell'ultimo decennio la grandissima risonanza della politica energetica ha fatto sì che nella maggioranza dei paesi si sia presa la decisione di abbandonare gradualmente il nucleare o di non metterlo al primo posto nelle strategie di sviluppo. Nel novembre scorso all'Aja, durante le discussioni sul Profilo della Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico [FCCC], si è deciso di non includere l'energia nucleare nei progetti dei Meccanismi di sviluppo [CDM] che saranno stabiliti dal Protollo di Kyoto.

Nel loro ultimo incontro i governi del G8 hanno ribadito il loro impegno ad "incoraggiare ed agevolare gli investimenti per lo sviluppo e per l'uso dell'energia sostenibile, appoggiato su ambienti locali che collaboreranno ad attenuare i problemi relativi al cambiamento climatico e all'inquinamento atmosferico. A questo scopo, il maggior uso delle fonti di energia rinnovabile, in particolare, contribuirà a migliorare la qualità della vita, specialmente nei paesi in via di sviluppo".

I paesi che non appartengono al G8 stanno assumendo le stesse posizioni. La Turchia ha concellato i progetti iniziati nel 1992 per una centrale nucleare ad Akkuyu ed il Primo Ministro Bulent Evecit ha dichiarato pubblicamente che : "il mondo sta abbandonando l'energia nucleare". I paesi dell'AOSIS [L'Alleanza dei piccoli stati insulari] hanno "confermato la loro posizione secondo cui l'energia nucleare non dovrebbe essere inclusa nel CDM". [Apia; Agosto 2000]. E un gruppo di dodici paesi dell'America Latina ha chiarito, in discussioni sulla Convenzione, che essi "non accettano l'uso dell'energia nucleare come fonte di energia alternativa in attività basate su progetti". [FCCC/SB/2000/4 (1 Agosto, 2000)].

Quindi noi vi esortiamo a preservare l'integrità del processo del CSD assicurando che qualsiasi indicazione di appoggio a tecnologie di energia non sostenibile, quella nucleare in particolare, siano escluse dai dibattiti del CDS 9, mostre ed altre attività. Il CDS dovrebbe focalizzarsi nella promozione di forme di energia pulite, sicure e sostenibili per il benessere delle generazioni attuali e future, obiettivo indicato dall'Agenda 21.


See the list of signatories.


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